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Pur avendo conosciuto nel corso degli anni, imponenti flussi migratori, Morgex ha saputo mantenere ben vive le sue tradizioni. Un aspetto particolare di Morgex, condiviso in tutti i paesi della Valdigne, è la Badoche.
Ogni anno il santo patrono si festeggia nei comuni e nei villaggi della Valdigne con una manifestazione particolare, la "Badoche", le cui origini paiono risalire ai riti propiziatori celebrati presso i Celti.
Rituali simili alla Badoche (il ballo sulla pubblica piazza, la questua organizzata dai coscritti, le insegne stesse) caratterizzano i festeggiamenti per il santo patrono anche fuori della Valdigne, come a Sarre e a Saint-Martin-de-Corléans. Protagonisti della festa sono i giovani scapoli che organizzano un ballo collettivo sulla piazza del paese. Lo storico e folclorista Tancredi Tibaldi (1851-1916) ha lasciato un'ampia e vivace descrizione della Badoche di La Salle nel romanzo Ours Thibaut, conte valdôtain du XVII siècle (1892), che narra le vicissitudini di un giovane valligiano negli ultimi anni dei Seicento. Più precise dal punto di vista documentario sono le informazioni dei canonico Cravel, che illustrano lo svolgimento della Badoche intorno al 1900.
Alcuni giorni prima i giovani della Badoche si riuniscono e designano il "Capo Badocher", il quale insieme con la sua compagna, la "badochère", dirigerà la festa. Alla vigilia la coppia, nel vestiti tradizionali, guida di casa in casa il piccolo corteo accompagnato dai suonatori di fisarmonica, per raccogliere denaro e offerte che assicureranno l'approvvigionamento del vino e delle bevande per il giorno dopo. L'insegna del badocher è la cosiddetta "alabarda", un bastone a tre punte coronato di fiori e ornato di nastri di seta multicolori, donata dai genitori nell'anno di nascita del proprio figlio, mentre per la questua si presenta un piatto anch'esso decorato da fiori e nastri, pieno di dolciumi e di sigarette da offrire in cambio dell'obolo. In passato il badocher brandiva un ramo di alloro o di pino alla cui sommità era infilata una mela o una pera nella quale si infiggevano monete d'oro, secondo un antico rituale di druidico testimoniato anche nella attigua Savoia.
Il giorno della festa patronale l'allegra brigata della Badoche, accompagnati dal suono di una fisarmonica e di un clarino, fa il suo ingresso nella piazza all'uscita della messa: le danze sono aperte dal capo badocher, che successivamente inviteranno gli altri badochers, le autorità, le coppie di giovani provenienti dai villaggi vicini, i coscritti e ogni categoria de persone e di lavoratori, secondo una consuetudine tramandata dalla tradizione orale. Il gran ballo riprende nel pomeriggio dopo i vespri. In quest'occasione, i genitori dei bimbi nati nell'anno si presentano per donare un nastro di seta colorato da attaccare alla "alabarda". La festa prosegue, accompagnata da generose mescite di vino e si conclude a sera tarda.
La Badoche si festeggia a Morgex nel giorno dell'Assunzione (15 agosto), ma viene ripresa anche nella frazioni ed in particolare al Villair il giorno di San Rocco, in Fraz. Revers il giorno di S. Pietro e Paolo e a La Ruine.
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