I primi abitanti della Valdigne (nonché dell'intera Valle d'Aosta) furono i Salassi; popolazione dotata di fiero amore per la libertà, esperti nel maneggio della fionda e guerrieri arditissimi vivevano di caccia e di pesca. I Salassi cercarono in tutti i modi di combattere le armate Romane che, intenzionate ad estendere il loro dominio all'Europa transalpina, scoprirono l'importanza della Valle d'Aosta come via di traffico europeo, ma dopo oltre un secolo di battaglie la volontà di libertà di questo fiero popolo alpino dovette cedere alla supremazia dei Romani. Non esistono tuttavia sul territorio di Morgex, tracce rilevanti di questo periodo storico.
Per la sua particolare posizione geografica, Morgex subì per secoli l'invasione di orde barbariche che devastando i campi, depredando e bruciando le case, seminavano ovunque desolazione e rovina.
Notevole importanza per Morgex fu il dominio dei Conti di Savoia; durante tale periodo infatti Morgex trascorse secoli di grande stabilità e libertà al riparo, grazie a trattati di neutralità, dalle numerose invasioni determinate dalle continue guerre che contraddistinsero tale periodo. Morgex era sede della mistralia della Valdigne che comprendeva i villaggi di La Thuile, Pré-Saint-Didier, Courmayeur, Morgex, La Salle e si estendeva fino al passo del Piccolo San Bernardo che ha rappresentato nella storia una delle più importanti vie di comunicazione.
Morgex rappresentava quindi un centro economico ed amministrativo nonché sosta obbligata del Conte quando si trovava in viaggio verso Aosta per presiedere le Udienze Generali (tribunale di prima istanza, in cui venivano giudicate le cause penali e civili).
Ogni sette anni i duchi di Savoia si recavano da Chambéry ad Aosta attraverso il Colle del Piccolo San Bernardo per tenere le Udienze generali e la Corte di giustizia. Era questa un'occasione prestigiosa per la Valdigne e soprattutto per Morgex, dove i commissari reali stabilivano un piccolo presidio per tutto il tempo in cui il sovrano esercitava la sua assise nel capoluogo. A Morgex, prima tappa dell'itineratio, il sovrano alloggiava presso il castello de l'Archet. Di questo periodo storico gli abitanti di Morgex ricordano con particolare affezione la data del 29 ottobre 1318, data in cui il duca Amedeo V concesse a Morgex le franchige, dichiarandola "Vílle Libre".
Nel paese sono ancora visibili gli avanzi di torri e castelli medioevali, tra questi edifici vale la pena ricordare la casaforte dei BOZEL al Villair, il castello PASCAL a La Ruine e la splendida Tour DE L'ARCHET al centro del capoluogo, attualmente in fase di restauro.
Fortunatamente Morgex durante l'ultima guerra, al di là delle umiliazioni del periodo, non ebbe a subire rappresaglie, triste sorte che toccò ad alcuni paesi limitrofi. Con senso civico la popolazione seppe organizzarsi per sopperire ai beni di prima necessità. e, sebbene come tristemente ce lo ricorda il monumento eretto di fianco alla chiesa, anche qui si piansero coloro che non tornarono dal fronte, la situazione avrebbe potuto essere ben più grave vista l'attività intrapresa da un folto gruppo di giovani che si attivò nella lotta di liberazione.
La parrocchia di Morgex è la più antica della Valdigne e viene detta perciò "plebania". Anche oggi il parroco è chiamato "curé plébain " ossia curato plebano; e per la sua antichissima origine, la chiesa parrocchiale, ricca di preziosi cimeli artistici, fu riconosciuta nel 1910 dal Ministro della Pubblica Istruzione "monumento pregevole d'arte e di storia", cioè, monumento nazionale. Testimonianza della tradizione cristiana degli abitanti di Morgex sono le dieci graziose cappelle rurali esistenti nei dintorni del borgo.
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